TFR dipendenti privati: cos’è e come calcolare il maturato

TFR è l’acronimo di Trattamento di Fine Rapporto e sottintende una prestazione economica di competenza del lavoratore subordinato che riceverà alla cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivazione. Vediamo cos’è il TFR dipendenti privati e come calcolare il maturato.

TFR dipendenti privati: di cosa deve tener conto il lavoratore?

Il TFR è un compenso differito calcolato su base annuale che tiene conto:

  • della retribuzione annua divisa per 13,5 mensilità
  • e dell’indice di rivalutazione stabilito al 75% dell’inflazione più l’1,55 fisso.

La retribuzione base per il calcolo del TFR viene conteggiata sommando tutti gli eventi retributivi tipici, normali e ripetitivi del rapporto di lavoro. A questi si aggiungono:

  • aumenti periodici di anzianità, 
  • superminimi, 
  • indennità di maneggio di denaro, 
  • maggiorazione dei turni, premi presenza, 
  • straordinari fissi ripetitivi, 
  • valori convenzionali della mensa, 
  • indennità per disagiata sede, 
  • importi forfettari, 
  • provvigioni, premi, 
  • partecipazioni,
  • altre somme corrisposte a titolo non occasionale. 

Sono esclusi solamente i rimborsi spese e tutte quelle retribuzioni straordinarie, ovvero non fisse e senza regolare cadenza.

Come calcolare il TFR maturato

Il conteggio avviene tramite la somma di una quota di ciascun anno di lavoro divisa per il coefficiente 13,5. A conti fatti significa che il TFR accantonato è un importo accumulato in modo progressivo con una rivalutazione annua che tenga conto dell’inflazione e dell’aumento dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo rilevato nell’anno precedente. 

Il calcolo del TFR viene sempre riportato in busta paga per cui, se volessi controllarne l’esattezza, puoi sempre rivolgerti ad un CAF o all’ufficio risorse umane. Ciò che devi sapere non riguarda tanto come si ottiene questo calcolo che potremmo definire relativamente semplice. La complessità deriva dalla numerosità degli anni di lavoro per i quali dovrai sempre ricavarti il tasso di rivalutazione ISTAT e calcolarlo in percentuale rispetto a quanto percepito. Piuttosto devi conoscere i tuoi diritti in qualità di lavoratore e come viene pagato il TFR secondo le modalità stabilite dalla legge.

Come richiedere il TFR dipendenti privati?

Il dipendente, sia pubblico che privato, è sempre titolare del TFR e, pertanto, deve riceverlo dopo che la cessazione del rapporto di lavoro sia stata consolidata. In Italia esistono varie forme di restituzione tra cui quella dell’anticipo del TFR ottenibile solo da dipendenti con almeno otto anni di anzianità lavorativa. Per i dipendenti del settore pubblico, invece, si parlerà sempre di liquidazione TFS e anticipo TFS dipendenti pubblici. In questo caso l’indennità di fine servizio corrisposta a tutti i dipendenti pubblici assunti a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2000.

TFR dopo il licenziamento: come richiederlo

La somma del TFR dopo il licenziamento deve avvenire in moto automatico e non deve essere accompagnata da una specifica richiesta. Se il datore di lavoro non dovesse corrispondere quanto dovuto il dipendente potrà procedere tramite sollecito con il supporto di un legale . In caso di fallimento dell’azienda presso cui il lavoratore abbia accantonato il TFR, invece, questo potrà accedere a quanto dovuto tramite il Fondo di Garanzia Inps. La domanda deve essere presentata online utilizzando i canali telematici dell’INPS oppure rivolgendosi ad un CAF o ad un consulente del lavoro.

Cessione del quinto e rateizzazione del TFR

Nelle aziende solide e in salute il TFR viene pagato assieme all’ultima busta paga. Le tempistiche dilungate riguardano spesso la necessità di verificare il calcolo del TFR maturato e per l’autorizzazione della transazione al beneficiario. 

Qualora ci fosse una cessione del quinto dipendenti privati attiva al momento del licenziamento si attiva la polizza per la perdita dell’impiego oppure si può richiedere il saldo del debito tramite il TFR accantonato.

In altri casi potrebbe essere spostato il finanziamento presso il nuovo datore di lavoro del debitore, il quale avrà sei mesi di tempo per trovare un impiego. Superati i sei mesi l’assicurazione provvederà a saldare il debito con l’istituto che ha erogato il prestito e, pertanto, l’insolvenza penderà tra la compagnia assicurativa ed il lavoratore. Questo potrà accordarsi per ripagare quanto dovuto, evitando l’intervento del recupero crediti, oppure usufruire delle agevolazioni e delle riduzioni dell’importo per incentivare una rapida restituzione.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il TFR dipendenti privati?

Le tempistiche di erogazione del TFR dipendono dal tipo di azienda, dal tipo di impiego e dalle condizioni economiche della stessa per cui potrebbero volerci circa 45 giorni. Ovviamente in caso di difficoltà sui bilanci il lavoratore e l’azienda possono accordarsi per un pagamento del TFR a rate

Per alcune categorie di lavoratori assunti tramite CCNL, invece, sono previsti tempi massimi di 30 o 45 giorni che sono espressi proprio nel contratto di riferimento. In caso di mancato accordo il pagamento non corrisposto entro il termine di legge prevederà l’applicazione di un interesse ma è chiaro che, in caso di fallimento, le tempistiche potrebbero andare anche oltre i 12 mesi di attesa. In ogni caso il lavoratore ha facoltà di esercitare il diritto al trattamento di fine rapporto entro cinque anni dalla cessazione del contratto. Qualora non lo facesse il datore di lavoro non sarà più tenuto a corrispondere tale indennità.

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