Prestiti con busta paga: tutte le possibilità per i lavoratori dipendenti

Il prestito con busta paga: quali sono le possibilità

Disporre di una busta paga e di un contratto a tempo indeterminato consente di ottenere più facilmente un prestito. Le banche e gli istituti di credito mettono a disposizione dei lavoratori dipendenti formule di prestito molto vantaggiose. Tra le formule più gettonate ci sono la cessione del quinto dello stipendio o della pensione e il prestito delega. In questo articolo si scopriranno i e tutte le possibilità per i lavoratori dipendenti.

La cessione del quinto è la modalità di rimborso più gettonata per quanto riguarda i prestiti con busta paga. Si caratterizza per la rapidità con cui viene concesso il finanziamento, in virtù del fatto che si può avanzare la richiesta online e i tempi di risposta sono piuttosto rapidi. Il richiedente ottiene il credito a fronte della cessione del quinto dello stipendio o della pensione, in modo da poter affrontare il pagamento delle rate mensili senza mettere a rischio il suo tenore economico.

Per ottenere un prestito con busta paga, attraverso la cessione del quinto, bisogna possedere determinati requisiti:

  • avere un’età fra i 18 e i 70 anni;
  • disporre di una busta paga e di bollette relative a utenze attive intestate al richiedente.

Se il richiedente preferisce recarsi di persona in filiale, piuttosto che svolgere tutta la procedura online, può farlo presentandosi con la documentazione necessaria alla banca per valutare la richiesta. Saranno sufficienti un documento d’identità valido, il codice fiscale e le ultime due buste paga.

Partirà da quel momento una fase di studio della pratica, per verificare i presupposti per la concessione del credito e la solvibilità del richiedente. La banca infatti deve controllare, oltre alla presenza di un reddito, tutta una serie di condizioni riguardanti il richiedente:

  • che non sussistano altri finanziamenti intestati al titola
  • re del prestito: quelli presenti non devono superare, in aggiunta a quello richiesto, 1/3 dello stipendio;
  • che il richiedente non sia un cattivo pagatore, dunque che il suo nome non sia nell’elenco del CRIF; in molti casi è sufficiente il mancato pagamento di una rata per essere iscritto nel registro della Centrale dei rischi.

In virtù della cessione del quinto, anche i cattivi pagatori possono ottenere un prestito, in presenza di una busta paga.

Prestiti con busta paga: cessione del quinto e prestito delega

Vediamo nello specifico che cos’è la cessione del quinto e per quale motivo tale modalità è così comune in presenza di un reddito con busta paga. La cessione del quinto è una tipologia di rimborso valida solo nel caso in cui il richiedente abbia una busta paga da lavoratore dipendente, pubblico o privato.

La rata viene calcolata sulla base dell’emolumento netto. Si tratta di un prestito non finalizzato, a tasso d’interesse fisso; non è necessario, dunque, presentare un preventivo di spesa di un bene o di un servizio, in quanto non è obbligatorio specificare cosa si intende fare del credito ottenuto.

L’ammontare massimo del prestito è di 75.000 euro, con rate fino a 120 mesi. Per legge, la rata mensile non può superare il 20% dello stipendio netto. La caratteristica della cessione del quinto è che la rata mensile viene pagata direttamente dall’azienda per cui lavora il dipendente; nel caso di cessione del quinto della pensione è l’ente pensionistico a versare l’importo. Nella cessione del quinto non è richiesta la presenza di un garante.

Anche il prestito delega è riservato ai lavoratori dipendenti; si tratta di un finanziamento personale, a tasso d’interesse fisso, che ingloba i vantaggi della cessione del quinto permettendo di raddoppiare la rata mensile: il datore di lavoro del richiedente potrà versare il 40% del reddito mensile, invece che il 20%. Affinché sia possibile, occorre l’assenso del datore di lavoro e una convenzione tra azienda e istituto di credito.

Prestito con busta paga bassa

Non sempre avere una busta paga, in virtù di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, può bastare a ottenere un prestito. È il caso di redditi da lavoro dipendente che non superano la soglia dei 1000 euro mensili. La possibilità di ottenere credito con un reddito basso è alquanto remota.

Se il richiedente, per esempio, guadagna 700 euro mensili, a fronte di un prestito di 10.000 euro, la rata mensile non potrebbe superare i 150 euro, per cui il debito verrebbe estinto in circa 10 anni; si tratta di un’ipotesi irrealistica. La banca potrebbe concedere un finanziamento in presenza di ulteriori garanzie; un garante potrebbe rappresentare un’opzione valida affinché la banca conceda il prestito.

Anche per i neoassunti a tempo indeterminato con busta paga, è difficile ottenere un prestito senza un garante. Il neoassunto non dispone di una garanzia a cui le banche guardano sempre con favore: il TFR; un trattamento di fine rapporto di poche centinaia di euro non rappresenta una garanzia sufficiente per chi eroga denaro.

Il garante, grazie alla sua situazione lavorativa o patrimoniale, si trova nella possibilità di subentrare al richiedente inadempiente e pagare la rata mensile.

Il garante ha due caratteristiche:

  • l’accessorietà: in taluni casi, anche in presenza di un garante, potrebbe non essere concesso il prestito; il garante è una figura accessoria che molti istituti di credito non prendono in considerazione, anche se il soggetto è provvisto di un patrimonio rilevante;
  • la straordinarietà: il garante subentra al richiedente solo in situazioni straordinarie; il titolare del debito non è il garante ma il richiedente, dunque i due soggetti non sono egualmente responsabili, ma vi è una gerarchia; il garante infatti non è tenuto al pagamento di tutte le rate del piano di ammortamento, a meno che non esista un accordo in tal senso tra garante e richiedente.

Un’altra garanzia richiesta dalla banca, in presenza di una busta paga con reddito basso, è l’esistenza di un eventuale canone di affitto ricavato da un immobile di proprietà del titolare del prestito. Potrebbe trattarsi di un appartamento, di un negozio o di un box.

Se il soggetto percepisce una rendita, potrà abbinarla al reddito da lavoro ed essere in grado, per la banca, di far fronte mensilmente al suo debito. Una rendita regolare e sicura, anche piccola, con cadenza mensile permette al richiedente di ottenere il prestito anche con una busta paga ridotta.

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