Che differenza c’è tra prestito e finanziamento?

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Spesso i due termini vengono usati come fossero sinonimi; in realtà e sono due diverse tipologie di credito. Il finanziamento finalizzato e il prestito personale rientrano infatti nella categoria del credito al consumo, ma con profonde differenze. Tuttavia hanno un fine comune: dare la possibilità al richiedente di disporre di una liquidità extra rispetto a quella corrente. Quello che li distingue è la finalità per la quale viene chiesta una somma di denaro e la sua modalità di impiego.

Il prestito personale si differenzia dal finanziamento in quanto non viene concesso con una finalità determinata, che infatti non viene indicata all’interno del contratto. La banca lo eroga al cliente in cambio di un piano di rimborso a rate mensili. Il prestito personale, inoltre, prevede tassi d’interesse fissi e il suo ammontare può variare dai 200 ai 75.000 euro. La durata massima del piano di rimborso è di 10 anni, con un piano di ammortamento di 120 rate mensili.

Dunque, se il richiedente ha necessità di acquistare un’automobile, per esempio, non potrà ricorrere al prestito personale bensì a un finanziamento. Anche in quest’ultimo caso, per ottenere un credito, è necessario un piano di rimborso che preveda la restituzione della somma in rate mensili. La banca, ovviamente, si assicurerà che il richiedente fornisca tutte le garanzie rispetto alla effettiva capacità di far fronte al debito.

Se invece si desidera avere maggiore liquidità rispetto a quella effettiva, ma senza avere particolari esigenze di acquisto di un determinato bene, il prestito personale è la formula finanziaria più adatta; non c’è alcuna necessità di indicare la finalità della somma richiesta.

Una delle differenze più importanti che sussistono tra prestito e finanziamento è nella diversa entità dei tassi d’interesse; nel prestito personale il tasso d’interesse, applicato dall’ente erogatore, è mediamente più alto rispetto a quello applicato in un finanziamento. Tuttavia, in entrambe le situazioni la banca valuta sempre la situazione patrimoniale e creditizia del richiedente.
Il prestito personale, dunque, è un modo previsto per il richiedente di ottenere del denaro da restituire con modalità e tempi precisi.

Il prestito può essere suddiviso in due tipologie:

  • prestito fiduciario: è conosciuto anche come prestito cambializzato;
  • cessione del quinto: esiste anche la formula del prestito con delega.

Il o finanziamento

Il prestito finalizzato, o finanziamento, è spesso rivolto all’acquisto di un bene o di un particolare servizio: si pensi all’acquisto più comune, come quello di un’automobile, oppure al finanziamento delle spese universitarie di un figlio o alle cure dentistiche. Nel caso di acquisto di un bene, come un’automobile, il finanziamento viene erogato direttamente a favore del rivenditore scelto dal richiedente. Si configura, in tal caso, un accordo contrattuale tra il richiedente, l’ente erogatore e il negozio che vende il bene che il beneficiario del finanziamento intende acquistare. L’accordo per il piano di rimborso verrà stabilito dal richiedente e dal titolare del punto vendita.

Il finanziamento può essere declinato anche in altre modalità:

  • mutuo;
  • carta di credito.

La caratteristica che accomuna il prestito e il finanziamento è dunque il credito al consumo. La normativa bancaria, infatti, prevede che tale forma di credito costituisca una concessione di denaro dall’ente che la eroga alle persone fisiche, escludendo di fatto la possibilità di accedere al credito al consumo da parte di aziende; il credito al consumo, infatti, non è una forma di finanziamento che si può ottenere per finanziare un’attività imprenditoriale o professionale.

Prima di effettuare una richiesta a una banca oppure a una finanziaria, è sempre consigliato verificare le proposte degli enti, magari confrontando sia le soluzioni che le condizioni proposte. Sarà fondamentale conoscere i tassi d’interesse applicati e i piani di ammortamento previsti; un finanziamento o un prestito con rate troppo alte, può causare difficoltà economiche al richiedente.

Un ulteriore aspetto da verificare è la presenza di un’eventuale penale, spesso prevista nel caso in cui l’intestatario di un finanziamento decida di estinguere il debito in un’unica soluzione, senza aspettare la scadenza naturale del piano di ammortamento. La normativa in materia ha inteso tutelare i clienti stabilendo che la penale, qualora sa prevista, non sia superiore alla quota dell’1% del debito residuo.

Documenti richiesti per prestiti e finanziamenti

Il prestito personale e il finanziamento finalizzato vengono concessi solo dopo attenta valutazione, da parte dell’ente che eroga la somma, dei documenti presentati dal richiedente. La documentazione necessaria varia a seconda della somma richiesta e dell’ente a cui ci si rivolge. I documenti necessari in entrambe le tipologie di credito sono:

  • un documento d’identità del richiedente;
  • il codice fiscale;
  • la documentazione che attesta il reddito percepito mensilmente.

Ad influire sulla documentazione richiesta concorre anche la situazione lavorativa del richiedente. Tra i documenti richiesti, infatti, ci sono il CUD e l’ultima busta paga, se si tratta di un lavoratore dipendente; nel caso di lavoratori autonomi sarà sufficiente l’ultima dichiarazione dei redditi.

La banca si riserva di richiedere un’ulteriore documentazione: in alcuni casi potrà essere necessario presentare documenti che attestano l’eventuale esistenza di altri finanziamenti ancora in corso, e che potrebbero rendere più difficoltoso il rimborso del debito da parte del richiedente, già gravato da una o più rate mensili.

Qualunque sia la tipologia di prestito, la banca verifica sempre i dati del richiedente, ossia la documentazione e la sua storia creditizia. Nel caso in cui il cliente si trovi nell’impossibilità di far fronte al debito contratto con la banca, si configurerebbe l’ipotesi di insolvenza. L’insolvenza, con tutte le conseguenze che comporta, si verifica anche nel caso in cui il cliente non sia in grado di pagare una singola rata, a meno che il prestito non preveda la possibilità di saltare il pagamento di una mensilità; in tal caso la rata non pagata scalerà nel piano di ammortamento fino a diventare l’ultima mensilità da corrispondere.

Se l’insolvenza non viene risolta, l’ente che ha erogato il prestito personale potrà segnalare il cliente insolvente al Centro Rischi; da quel momento il richiedente verrà iscritto nel registro dei cattivi pagatori, circostanza che comporterà un più difficile accesso al credito in futuro.

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