Prestito con delega: cos’è e come funziona

Il di pagamento, noto anche come doppio quinto, permette ai lavoratori, sia pubblici che privati, di ottenere un finanziamento il cui importo può essere successivamente raddoppiato; tuttavia per ottenerlo devono sussistere presupposti specifici. In questo articolo si scoprirà cos’è e come funziona il prestito con delega.

Cos’è il prestito con delega

Il prestito con delega di pagamento, a differenza del prestito con dello stipendio, permette di raddoppiare l’importo di denaro che si può ottenere da una banca. La normativa in materia prevede che chi ha sottoscritto un contratto di cessione del quinto dello stipendio possa ottenere un finanziamento ulteriore, raddoppiando l’ammontare complessivo della somma.

Ovviamente sussistono delle condizioni per poter accedere a questa tipologia di credito:

  • la rata del prestito con delega non potrà eccedere i due quinti dell’importo netto dello stipendio;
  • deve essere mantenuta una coesistenza con tutte le altre somme trattenute dalla busta paga, calcolata al netto, in una percentuale massima complessiva non superiore al 50%.

Per quanto riguarda l’importo massimo del prestito che può essere concesso, dipende da alcuni fattori:

  • la durata del piano d’ammortamento del debito: non può essere superiore ai 10 anni;
  • l’ammontare dello stipendio netto del richiedente.

Solitamente l’istituto di credito concede, in media, cifre che si aggirano intorno ai 50.000 euro. Un’altra condizione, a cui è sottoposta la concessione del prestito con delega, è che il richiedente abbia già in corso un contratto che prevede la cessione del quinto dello stipendio; la contemporaneità di altri contratti di finanziamento, invece, rende più complicata la concessione del doppio quinto.

Chi può accedere al prestito con delega

Il prestito con delega di pagamento può essere richiesto dai dipendenti pubblici e privati; la concessione del prestito è vincolata all’esistenza di tutte le garanzie necessarie, verificate dall’ente che dovrà erogare il denaro.

Il dipendenti privati, per esempio, devono presentare una documentazione che attesta la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato; l’azienda, inoltre, deve accettare l’accordo in virtù del quale dovrà versare la rata del prestito per conto del suo dipendente. Inoltre, la banca verificherà che:

  • il richiedente abbia maturato un TFR sufficiente a fungere da garanzia;
  • il richiedente abbia alle spalle una sufficiente anzianità di servizio.

Il doppio quinto è un prodotto finanziario utile a tutti i lavoratori dipendenti che hanno già sottoscritto un contratto di finanziamento con la cessione del quinto dello stipendio, ma che hanno necessità di raddoppiare l’importo erogato dalla banca.

A differenza di quanto accade con la cessione del quinto, il prestito con delega non viene accordato ai pensionati. La motivazione risiede nel fatto che rimborsare il debito con il 40% della pensione è più difficile che rimborsarlo con un quinto del reddito netto mensile; inoltre i pensionati difficilmente possono attingere a ulteriori entrate economiche.

Il prestito con delega non può essere richiesto dai pensionati anche perché l’ente previdenziale non ha trovato alcun accordo con le banche, perché si è detto contrario a tale modalità di finanziamento.

Come funziona il prestito con delega

Si è già scritto in precedenza che la legge stabilisce che i prestiti, con cessione del quinto e delega, siano rimborsati con un cumulo di rate che non sia superiore al 40% dello stipendio netto. Ma quali sono i tempi del doppio quinto? Essi variano a seconda della banca, in base alle procedure adottate da ciascun ente erogatore.

I tempi relativi alla fase di raccolta dei documenti, per avviare l’istruttoria, sono variabili e dipendono dalla disponibilità di tutte le informazioni necessarie a prendere una decisione. Per tale ragione il consiglio è sempre quello di procurarsi tutti i documenti, prima di prendere appuntamento con una finanziaria, in modo da accorciare i tempi.

Per il doppio quinto, così come per la cessione del quinto dello stipendio, è fondamentale l’accordo con l’azienda per cui lavora il richiedente. Senza il consenso del datore di lavoro, il prestito con delega è impossibile. Se l’azienda acconsente verserà, per conto del dipendente, il 40% dello stipendio netto mensile, trattenendo il denaro dalla busta paga.

Uno dei vantaggi del prestito con delega è l’impossibilità, da parte del richiedente, di eventuali mancati versamenti della rata. Inoltre, la normativa in vigore stabilisce che l’importo di ogni singola rata sia costante, comprensiva di tutte le spese accessorie, anche quelli relative all’istruttoria.

Il tempo massimo previsto per rimborsare il debito non può essere superiore ai 10 anni, per un totale di 120 rate mensili.
Come accade per la cessione del quinto, anche in occasione della concessione del prestito delega, l’istituto di credito farà sottoscrivere una polizza assicurativa: l’assicurazione obbligatoria tutela la banca da eventi funesti, quali la morte o la perdita del lavoro da parte del richiedente.

Il prestito delega non prevede l’obbligo di motivazione della richiesta; il prestito, infatti, non è vincolato a una finalità specifica; inoltre sono escluse anche ipoteche, cauzioni e fideiussioni. La garanzia del doppio quinto è rappresentata dallo stesso stipendio del richiedente. Il prestito con delega, spesso, può essere richiesto anche online, compilando un form e richiedendo un preventivo.

Non tutte le aziende, come scritto in precedenza, acconsentono a prendere parte all’accordo sul prestito delega. Le piccole imprese hanno molte più difficoltà, rispetto alle grandi aziende, a ottenere una copertura assicurativa necessaria per le polizze obbligatorie.

Alcune amministrazioni, presso cui sono impiegati i dipendenti che richiedono il doppio quinto, prevedono limitazioni per i propri dipendenti rispetto all’accordo sul prestito delega. Inoltre le finanziare, oltre a valutare la sussistenza dei requisiti necessari a concedere il prestito, spesso valutano anche il merito. Il datore di lavoro, in generale, non ha alcun obbligo di accettare di entrare nell’accordo tra la banca e il richiedente.

Il doppio quinto, dunque, rispetto al prestito con cessione del quinto, prevede maggiori limitazioni e difficoltà, proprio in virtù dell’ammontare della rata mensile, pari quasi alla metà dello stipendio netto del lavoratore.

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