Come richiedere un prestito senza busta paga

Come ottenere un

Per richiedere un prestito a una banca, oppure a una finanziaria, bisogna presentare una serie di documenti, tra cui non può mancare la busta paga; l’ente deputato ad erogare il prestito, infatti, deve assicurarsi che il richiedente sia in grado di restituire la somma ricevuta.

Tuttavia, anche chi non è in possesso di una busta paga può accedere ugualmente al credito. In questo articolo si scoprirà come chiedere un prestito senza busta paga.

I soggetti che possono avanzare una richiesta di prestito, senza poter contare sul cedolino che attesta un reddito regolare percepito ogni mese, sono:

  • lavoratori irregolari;
  • disoccupati;
  • lavoratori autonomi;
  • studenti;
  • imprenditori che hanno avviato una start-up;
  • gli under 35: i giovani che non lavorano e non studiano e che sono conosciuti con l’appellativo di “neet”.


In seguito alla crisi economica, che dal 2007 ha messo a dura prova l’economia mondiale, gli istituti di credito hanno dovuto cambiare le proprie politiche di erogazione del credito; si è cercato di permettere l’accesso al credito, anche a quanti non sono in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Ovviamente le banche non prestano soldi a soggetti che non presentano sufficienti garanzie di rimborso del debito.

Per tale motivo, il garante è una delle figure essenziali per convincere una banca o una finanziaria a erogare un prestito, in assenza di un reddito regolare e sicuro. Il garante è un soggetto in grado di assicurare, all’ente che eroga il prestito, il pagamento delle rate del piano di ammortamento, nel caso in cui il richiedente non sia più solvibile; può intervenire, in caso di necessità, attraverso una fideiussione.

Il garante e il debitore risultano obbligati in solido a rimborsare l’ente erogatore, che potrà rivalersi, in caso di inadempienza, indifferentemente su una delle due parti. La fideiussione può anche prevedere il beneficio di escussione: in tal caso la banca è obbligata a rivolgersi in prima istanza al richiedente e, solo in un secondo momento, al garante, nel caso in cui il debitore principale non sia in grado di far fronte al suo impegno.

Per quanto riguarda il prestito concesso ai lavoratori autonomi, sarà sufficiente la presentazione del Modello Unico; l’ideale sarebbe se il documento facesse riferimento anche agli anni passati, in modo da poter dimostrare pagamenti regolari e periodici durante i periodi di imposta precedenti alla richiesta della somma di denaro.

Un’alternativa al garante è il ; si tratta di una possibilità che può essere adottata nel caso in cui il richiedente non possa presentare altre garanzie. Tuttavia c’è da sottolineare che il mancato versamento anche di una sola rata del piano di ammortamento, ha come conseguenza il pignoramento dei beni del debitore, senza neanche la necessità di un decreto ingiuntivo.

I soggetti che aprono una partita IVA per avviare una start-up, possono accedere a prestiti a fondo perduto; è una delle ipotesi per la concessione di credito senza busta paga. In alcuni casi sono previste coperture dei costi di avviamento dell’attività, da parte di enti territoriali.

Tra le categorie che possono ottenere un prestito senza presentare il cedolino, ci sono anche gli studenti universitari e coloro i quali frequentano i master post-laurea. Molti istituti di credito hanno predisposto dei prestiti d’onore, in convenzione con le università, sulla base del rendimento; l’obiettivo è favorire l’ottenimento del prestito da parte degli studenti più meritevoli. Si tratta di una vera e propria linea di credito, che prevede un massimo, per quanto riguarda la cifra che si può ottenere, e un periodo di tempo limitato, a secondo della durata del corso di studi. Il prestito d’onore non è a fondo perduto, deve essere restituito anche con un periodo di pre-ammortamento.

Prestito senza busta paga: l’ipoteca sugli immobili

Per richiedere una somma di denaro consistente, la presenza di un garante potrebbe non essere sufficiente a ottenere un prestito, specialmente se non si è lavoratori dipendenti. In tal caso molti istituti di credito pretendono ulteriori garanzie, come l’ipoteca sull’immobile di proprietà del richiedente. Tuttavia c’è da sottolineare che si tratta di un’ipotesi più complicata: l’ammontare del credito richiesto sarebbe di gran lunga inferiore rispetto al valore effettivo dell’immobile e la banca avrebbe difficoltà a eseguire un’ipoteca parziale.

Supponiamo che il bene sia la casa di proprietà del richiedente e il suo valore immobiliare sia di 100.000 euro, mentre il prestito richiesto ammonti a 5.000 euro; in tal caso, l’ente che sta erogando il denaro dovrebbe porre un’ipoteca del valore di 5.000 euro su un bene che vale molto di più. Risulta essere una pratica più diffusa, rispetto all’ipoteca su un bene immobile, il pegno su beni mobili pregiati: libri rari, dipinti di artisti quotati e i gioielli possono essere posti come garanzia per prestiti di piccola entità.

Sempre a proposito di immobili, il richiedente potrebbe non avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato ma essere titolare di un contratto di affitto: in tal caso basterà produrre le prove dell’accredito dell’affitto da parte degli inquilini della casa locata.

Prestito senza busta paga: che cifra si può ottenere

I prestiti senza busta paga solitamente non prevedono la concessione di somme superiori ai 10.000 euro. Quando si richiede un prestito di questa tipologia, è sempre consigliato porre fare ai seguenti parametri:

  • TAN: il tasso annuo nominale;
  • TAEG: il tasso effettivo globale; è il dato più importante, perché indica quanto costa effettivamente il prestito, in quanto include anche la quota relativa alla polizza assicurativa obbligatoria.

Solitamente, sui prestiti senza busta paga, i tassi d’interesse sono più alti rispetto a quelli concessi ai lavoratori dipendenti; si tratta di una politica che risponde a calcoli statistici: è molto più probabile che un richiedente senza cedolino non sia in grado di restituire il debito, rispetto a un richiedente con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia, i tassi d’interesse applicati dalle finanziarie non possono superare il valore del tasso d’usura, indicato dalla Banca d’Italia e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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