Prestiti per pignorati: come ottenerli?

I soggetti pignorati sono quelli che hanno subito un procedimento esecutivo del Tribunale, allo scopo di recuperare interamente o parte dei crediti. Questo avviene attraverso il sequestro di beni, mobili o immobili, conti bancari e depositi patrimoniali. Chi è soggetto a pignoramento perde la disponibilità dei suoi beni, e non già la sua proprietà.

I prestiti per pignorati appartengono a una categoria di erogazione del credito piuttosto particolare. Per il soggetto pignorato accedere a finanziamenti mediante i canali tradizionali, presenta evidenti problematiche legate alle garanzie che possono offrire.

Tuttavia, è ancora possibile ottenere un prestito, anche se si è soggetti a procedura esecutiva; sul mercato del credito sono attive, infatti, società che si occupano di specifici settori di clientela, come in questo caso.
Le condizioni di erogazione del prestito sono differenti rispetto a quelle proposte a persone fisiche o giuridiche con un diverso merito creditizio.

I prestiti per pignorati con istanza online

Per fortuna, anche per i soggetti pignorati vi sono concrete opportunità di ottenere un prestito, anche se non sono in possesso di garanzie derivanti da una busta paga, legata a un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Attraverso una ricerca online, è possibile effettuare uno screening delle società finanziarie specializzate nell’erogazione del credito a soggetti che hanno trascorsi finanziari problematici.

Le tipologie di prestiti che generalmente sono disponibili per i pignorati appartengono alle seguenti categorie:

  • cessione del quinto;
  • cosiddetti prestiti cambializzati;
  • finanziamenti con altre tipologie di garanzie rispetto a quelle tradizionalmente richiesti.

Per ciascuna delle ipotesi sopra riportate, verranno indicate le principali caratteristiche, per aiutare a comprendere quale si può adattare meglio alle proprie esigenze.

La cessione del quinto per i pignorati

La cessione del quinto è una forma di finanziamento cui possono accedere anche coloro che sono iscritti nella lista dei protestati e cattivi pagatori, nonché i pignorati.

Il termine cessione del quinto deriva dalla modalità di rimborso della rata del prestito che non può superare il quinto dello stipendio percepito.

Nel caso in cui un soggetto pignorato decidesse di presentare istanza di finanziamento a una società finanziaria, potrebbe accadere che questa ponga determinate condizioni per l’erogazione del prestito.

Al richiedente può essere accordato un importo inferiore di quello indicato nella richiesta e, con ogni probabilità, questi dovrà sottoscrivere una polizza assicurativa obbligatoria, a tutela del rimborso del capitale e degli interessi, laddove per le categorie di lavoratori dipendenti tale ipotesi è solo una facoltà.

Ad oggi, la cessione del quinto risulta una modalità di accesso al credito indicata per i soggetti pignorati con una busta paga.

Vantaggi della cessione del quinto e documenti da produrre

I vantaggi legati alla cessione del quinto in favore dei pignorati riguardano la rata del rimborso, costante per tutta la durata del finanziamento; quest’ultima può oscillare in un range compreso tra i 24 e i 120 mesi.
Inoltre, non sono richieste garanzie o giustificativi di spesa, e vi è la possibilità di ottenere un esito positivo anche nel caso in cui vi siano altri prestiti in corso.

La cessione del quinto costituisce anche una valida soluzione per consolidare i propri debiti, ossia per riformulare una nuova rata, più sostenibile, che riunisca il totale dei debiti contratti dal soggetto. Se il pignorato presta lavoro dipendente presso un’azienda, quest’ultima non può rifiutare il procedimento della cessione del quinto.

Per quanto riguarda la documentazione da presentare in fase di richiesta, dovranno essere trasmessi alla società finanziaria:

  • i propri documenti di identità e residenza,
  • le copie degli ultimi due cedolini della busta paga,
  • dettagli relativi alla RAL, ossia la retribuzione annua lorda,
  • l’importo del Trattamento di Fine Rapporto maturato,
  • eventuali altre trattenute già presenti nella busta paga,
  • su richiesta, copia del contratto di lavoro e UNILAV.

In questo caso, le garanzie relative al finanziamento al pignorato riguardano l’esistenza di un contratto di lavoro, che deve essere a tempo indeterminato, e il TFR maturato.

I prestiti in favore di pignorati cosiddetti cambializzati

Cosa succede se il soggetto pignorato non dispone di un contratto di lavoro e, quindi, di una busta paga?
Uno strumento alternativo di accesso al credito è costituito dal prestito cambializzato; esso si concretizza nella sottoscrizione, da parte del soggetto, di cambiali. La cambiale è un titolo esecutivo, che consente al creditore di soddisfare la sua pretesa, se non soddisfatta, mediante la rivalsa sui beni del debitore.

Per ovvi motivi, il presupposto fondamentale per l’erogazione di un prestito cambializzato è l’esistenza di beni che siano ancora nella disponibilità del soggetto che ha richiesto il finanziamento.

I tassi di interesse, in particolare TAN e TAEG, dei prestiti cambializzati, sono in genere più elevati rispetto a quelli di mercato; è altamente raccomandabile, quindi, consultare con attenzione il foglio informativo recante le condizioni economiche del finanziamento.

I finanziamenti per pignorati con garanzie alternative

Tale categoria di prestiti è rivolta a tutti i protestati che appartengono alla sfera dei lavoratori autonomi o atipici e che, pertanto, non dispongono di una busta paga derivante da un contratto a tempo indeterminato.

Con tale tipologia di prestito, la società finanziaria richiede al soggetto altre garanzie a tutela del credito. Queste possono essere costituite da beni immobili, un capitale congruo e che risulta vincolato, e quindi non smobilizzabile, oppure gioielli o altri beni.

Poiché, tuttavia, i soggetti pignorati difficilmente risultano nella disponibilità di un immobile su cui apporre un’ipoteca o capitale sufficiente a garantire un prestito, la società finanziaria potrebbe richiedere la firma di un garante, ossia un terzo, la cui posizione finanziaria e il merito creditizio saranno oggetto di verifica, il quale si impegna a pagare il debito del contraente, nel caso in cui questi si dimostrasse insolvente.
Nel panorama dell’accesso al credito in favore dei pignorati, quest’ultima opzione si rivela probabilmente la più agevole.

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